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interdetta il lato B di una stronza verità
20 gennaio 2009
FIDATI DI ME

Si inizia sempre così.
Un gioco.
Un gioco sospinto da una rischiosa fiducia in se stessi.
La solita trappola.
La mia curiosità mi ucciderà, come un gatto. Penso, ma non ci bado.
Tu vivi con un'altra donna.
E io odio me stessa per quello che ho fatto.
Tu vivi con un'altra donna che ragionevolmente ti ritiene il suo uomo.
E io un po' mi ci son divertita.
Tu vivi con un'altra donna da dieci anni.
Io ti conosco da 3 mesi.
"Promettimi che non c'innamoreremo mai", e io te l'ho promesso.
"ti adoro", e io t'ho adorato.
"Oggi non lavoreremo" e mi son presa un giorno libero, mezza giornata, una volta, due, tre, quattro, una cena rubata, due tre, la pausa pranzo, tu hai un'ora di strada, non importa, ma il tempo passa e noi ci stiamo abituando.
"Non posso stare senza di te", ma lo farai.
"Torno a casa e sono triste", anch'io. E sono sola.
"Penso sempre e solo a te", si ma non ci sei. 
"Tu meriti di più."

...

Io cosa?

...

"Meriti di più. Lasciamoci o ci faremo del male."

...

Si, meglio così. Mi manca l'aria. E adesso mi manchi tu.
"Tu mi spezzerai le ossa.", e tu non chiamarmi mai più.
"Possiamo restare amici?" No. Io non t'aiuto a dimenticarmi. Riabituati alla tua vita.
"Devo sentire la tua voce", io invece devo cavarmela.
"Stasera cerca di uscire, di svagarti...", cercherò di farlo.
"Non pensare a me, so che sarà dura. Perchè capisco quanto tu ti sia innamorata.", cercherò di farlo. Sono forte.
"Brava", sarò brava.
"Me lo prometti?" si.
"Devi distrarti", si. L'ho fatto.
Con un giocatore di Basket sino alle 8 del mattino.
Qualche centimetro in più chi non se lo merita del resto.

Coglione.


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permalink | inviato da Interdetta il 20/1/2009 alle 10:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
10 novembre 2008
DELLE DUE L'UNA

Che poi ti passi 10 giorni a violentarti la testa ragionando sui giochi di ruolo.
Donna-uomo-uomo-donna-formazione-1-1-1-1-1. Ognuno a cazzi suoi.
Glielo chiedo o no?
E' giusto che una donna chieda a un ragazzo di uscire?
Ma se non l'ha fatto lui vuol dire che non vorrebbe?
E se invece fosse timido?
E se fossi qui a perder tempo, mentre lui non aspetta altro?
Secondo me gli piaci. Continua guardarti.
Si, è timido.
Lascia perdere, per me non ti si fila.
Te l'avrebbe già detto no?
Ok. Hai le idee chiare: non lo chiami. Il tempo passa ma qualcosa insiste.
La rinuncia pesa.

Opti per messaggio vigliacco, ché se alla fine non l'hai detto a voce un po' non esiste.

Ti consulti con 4 amici maschi, e 3 femmine. Stili una bozza a più mani.

- Indicagli già il giorno in cui vorresti - stai generica ché gli dai più spazio - vai decisa - stai vaga e digli che hai un impegno in zona e già che ci sei..- No, devi esser chiara - Invitalo e punto - No, no, è escluso, si spaventa -

Spaventa? Che scherzate? Mi state dicendo che un ragazzo di un metro e 80 può aver paura di me?

la più bella: Non esser troppo intelligente.
No, se volete ci metto anche qualche errore grammaticale.

- Macchè, fai la scialla -

Scialla? Del tipo: uellà fratello ci spariamo una birra?

- Si, si. Esatto - Ma non dire stronzate, mica è una camionista! - Perchè? - Secondo me voi donne vi fate una sacco di seghe mentali - Siete voi che siete delle f...e isteriche - Digli che vorresti far sesso con lui! Vedrai...- Ma lo sa che porti una quarta? - Bè... Ma chi non lo noterebbe scusa? - Scrivigli che non metterai il reggiseno! - Vacci scollata fino alle caviglie -

Mi consigliate di usare mezzucci?

- Non mezzucci, noi maschietti amiamo certe abbondanze...- Voi siete dei maiali! - Eh...-

Non divaghiamo! Prima di pensare al come vestirmi, devo avere la certezza di uscirci!  

- Scrivigli che hai voglia di lui -

Ma chi? Io?

-Dice si al volo- Mavà, nessuno vuole una donna sfacciata- Io si-

Uff..
Ok, ci siamo.

"Ciao xxxx, martedì devo venire a xxxxxxx in serata, ti va di mangiare qualcosa insieme?"

Grande discussione sull'utilizzo del "devo" o del "dovrei" e poi, in ultimo, si indice una riunione generale per stabilire ora e giorno d'invio.

Tutti d'accordo sul sabato.

- Meglio le 14.00 - no, meglio le 16.30 - io dormo dopo pranzo - io prima d'uscire - io lo manderei la sera - io la sera sono ubriaco - ma se è ubriaco che razza di uomo è?-

Il mio, ragazzi, il mio.
E si decide per le 13.30.

- Si. Si è già svegli dopo una serataccia, e non è ancora ora della pennica - Quindi? - Vai per le 13.30 -

Ok, chiamo l'ultima amica per farmi coraggio e invio.

Cazzo l'ho fatto. E sono ancora in piagiama. E la serataccia l'ho fatta io. E devo essermi fumata pure una canna, alla mia età, e dopo almeno dieci anni. Vergognati. Mi vergogno. Anche per questo.

Ma sorrido, non mi aspetto nulla di male e sorrido.

Beep-Beep. M-E-S-S-A-G-G-I-O.

"Non posso martedì gioco a calcetto. Ciao e buona giornata"

27 ottobre 2008
FEBBRE DA CAVALLO

Se manco da un po' è perchè ho preso una sbandata per un barista e sono sempre ubriaca.

La prossima volta mi scelgo il titolare di un sexy shop.
Si, sarebbe meglio.


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permalink | inviato da Interdetta il 27/10/2008 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
7 ottobre 2008
LA NOTTE IN DUE PAROLE

E a volte ti ritrovi così, stravolta ad ascoltarlo nella notte, davanti casa. Nel buio.
Ti ritrovi immersa nelle sue parole senza interessartene.
Lui ha la testa china, i capelli sul viso. Glieli scosti per guardarlo meglio. Sei curiosa. Non c'è tempo per i significati, ti devi occupare dei dettagli.
Delle espressioni, gli sguardi, la musicalità della voce e la gestualità che un tempo erano un sottofondo alle tue giornate.
Ha qualche segno in più intorno agli occhi, ma le scarpe sono le stesse. Le mani gicano nervose.
Ecco. Ti ho risconosciuto, sei tu. Le tue mani. Dio se me le ricordo.
Cosa t'è successo? Dove siamo stati? Dome mi hai lasciata andare? Credo d'essermi persa da qualche parte, con qualche persona sbagliata, o troppo affine. Quanto tempo.
Eccolo il mio piccolo uomo. Distrutto ancora da se stesso. Dalla sua irrequietezza. Una volta vederti così era un momento unico. Estremo. Nudo.
E anche tu lo sei. Nonostante i vestiti è così che ti vedo. Cos'è che non hai capito abbastanza di me. Ma cos'è. Cosa vuoi.
Se sono qui c'è un motivo e io devo scoprirlo.
Lo scoprirai.
Quando ti vedo mi viene voglia di toccarti. Di stringerti. Ma sono con lei.
Sei con lei.
Io devo farmi delle domande.
Ma io non ho risposte.
Dimmelo tu.
Non si parla a quest'ora.
E allora perchè sono qui.
Io non ti sento.

Baciami.
Ti bacio.
Entriamo in casa.
Entrerai solo in casa.
Lo so. Baciami.
Ti bacio.


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30 settembre 2008
Sai, la gente è strana.

Si, vabbè. Questa è grossa.
E io non posso, non ce la faccio davvero a tenermela per me.
E' vero. Sono una carta moschicida per pazzi, ma a tutto c'è un limite.

In sintesi:

Lo conosco da un paio d'anni. Qualche bacio, qualche abbraccio e nulla più. Così, senza mai far sul serio. Ma lui c'è e quasi sempre.
Finalmente mi decido. "E' ora" mi dico, e accetto di andare a casa sua.
Lui mi dice di aver pensato molto a me in vacanza, e che, secondo lui, dovremmo darci un'opportunità. Perchè se dopo tutto questo tempo ci stiamo guardando ancora negli occhi, qualcosa ci dovrà pur essere.
Annuisco, un po' lo credo anch'io.
E allora eccolo, alto, elegante, così "principino", come lo chiamo io.
Mi mostra uno splendido terrazzo, mi fa accomodare, mi bacia le mani. Mi riempie di complimenti e di carezze.
Poi in un attimo si alza, prende una bottiglia di champagne, e mi dice di aspettare un attimo, ché mancano i bicchieri.
Torna con due flut di cristallo e completamente nudo.
Mi guarda, appoggia i bicchieri, mi offre una sigaretta, me l'accende e si siede. Versa lo champagne, ne osserva il colore e me lo porge.

"Alla salute". Mi dice.

"Si, a quella mentale." Rispondo.

Mi alzo e me ne vado.

Ma perchè? Perchè a me. 


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permalink | inviato da Interdetta il 30/9/2008 alle 12:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa
18 settembre 2008
A.A.A. CERCASI BUYER
 Vendesi verginità, usata, ma tenuta bene.
Prezzo da concordare, possibile rateizzazione.
8 settembre 2008
AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA

Che bello quando "la compa" s'allarga e ci si trova con delle nuove persone a cena. E' bello accoglierle, fare in modo che si sentano a casa, che portino le loro novità nella nostra routine.
Del resto noi siamo sempre stati un po' esclusivi, o forse solo degli emarginati. Ma tant'è.
Quando qualcuno si fidanza, non se ne va. Integra.
E noi accogliamo l'altra metà di turno con l'affetto dovuto.

Quindi benvenuta anche a te, faccia da cazzo.

5 settembre 2008
BUONI PENSIERI
Non c'è nulla da dire.
Dall'alto del mio tacco dieci vedo tutto molto più chiaro.

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permalink | inviato da Interdetta il 5/9/2008 alle 8:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
3 settembre 2008
SI, HO PECCATO

Chissà perchè i baci dati al mare sono sempre salati.
Me lo son chiesta stretta da un metro e 90 di pelle scura e riccoli mal messi.
La musica alta, la gene contenta, i suoi occhi, il suo profumo. Si è fatto spazio tra la gente solo per un mio sguardo, si è presentato, e dopo due moijto ci stavamo baciando poco più in la.
L'ha tentato il colpo grosso, lui, il furbo. Ma io, più lucida che mai, non ho traballato nemmeno per un attimo.
No. No. No. No e no. Nemmeno dopo esser stata travolta da complimenti silenti, carezze gentili al viso. No. Io da te non ci vengo.
Quattro drink io me li bevo all'aperitivo. Tsé. Ti potrei costare una fortuna se punti a stordirmi un po', e in quanto a favole me la son mangiata io la nonna di cappuccetto rosso. 
Quindi? Alle 6, dopo millemila baci da adolescenti, l'ho salutato.
Non vi sto ad elecare i rimbrotti e gli scherni da parte degli amici ai quali ho cercato di argomentare il perchè nella mia vita non sono mai finita a letto con una persona appena conosciuta. Ma nulla. A quanto pare devo essere la sola al mondo ad aver bisogno di tempo per abituarmi al corpo di qualcuno. Ma quella frase "fai bene a rinunciare a divertirti" mi ha tarlato non poco nel dormiveglia.
E se mi fossi davvero persa qualcosa? E se questo fosse un limite?

Il giorno dopo senza troppi complimeni, non mi sono fatta mancar nulla.
Gaudio e tripudio.
Ragazzi questa si che è vita. 

Mi chiamerai?
Certo.
Verrai a trovarmi?
Certo.
E potrò venie anch'io a trovarti?
Come no.
E mi ospiterai nel tuo letto?
Certo.
E mi penserai?
Chiaro.
Anche tu hai sentito un brivido?
Eccome.
E mi chiamerai appena tornata in Italia?
Chiaro.
Promesso?
Promesso.
Piacere, sono Indertdetta, e da grande farò il marinaio.

29 agosto 2008
DIAVOLO D'UN INTERDETTA

Sempre la stessa storia, si va a una festa, si beve, si scherza, si balla e al mattino oltre al mal di testa ti ritrovi un paio di numeri sconosciuti a lampeggiare sul display del telefonino.

Li guardo, sogghigno, non ricordo esattamente a chi ho dato il numero, ma se l'ho fatto c'era un motivo, e non rispondo.
Peccato siano passate tutte queste ore.
L'entusiasmo scema. Io sono scema. 
Curioso come non riesca a farne a meno di fare la stronza. No? 

Ah, poi lunedì vi racconto della mia vacanza. Vi anticipo solo che un piatto tipico greco, e che mangiavo sempre, si chiamava "fava".
Ecco, come dire, mi son sentita a casa.

29 luglio 2008
DIMMI COS'HAI FATTO CON IL GRECO...

Perfetto.
Sabato partirò con la Bebe per la nostra isoletta greca animata dalle peggiori intenzioni.

Forse sarò una donna in cerca d'applausi.

24 luglio 2008
MORTE IN MAREMMA

Diciamo che la compagnia era bella e divertente. Il posto incantevole e che c'era anche una coppia di sessantenni che s'era portata appresso il figlio di 16 anni.
Diciamo che dopo la serata di venerdì, passata nel centro città, questo ragazzetto, dal fisico nervoso e perfetto, alto 1.90, con un viso d'angelo, ma cacciato dal paradiso, mi guardava con una certa insistenza intervallando battute e confidenze.
Diciamo anche che ho cercato, lì per lì, di attribuire la sua curiosità per me a una ricerca di compagnia essendo l'unica più vicina a lui in quanto a generazione. Anche se 15 anni di differenza, sulla carta e pure idealmente, sono una distanza a mio avviso, e a quest'età, moralmente insormontabile.
Diciamo che io adoro il bello, lo adoro in tutte le sue espressioni. E lui con quei capelli corvini e quegli occhi verde intenso che a piccole macchie chiarissime sfumavano al centro era davvero una bellezza perfetta, magnetica, e tutte noi ragazze non facevamo che ripetergli quanto fosse un'opera d'arte vivente pur restando, comunque e per ora, un bel bambino.
Fatto sta, e scusate il mio sbigottimento, e scusate l'argomento assurdo ma io 'sta cosa devo raccontarla a qualcuno, che Tadzio, chiamiamolo così, mi si avvicina tendendo il suo braccio intorno alla mia vita con fare ammiccante sussurrandomi:
"Ho saputo che dormi sola"
Io mi giro, lo guardo, e insisto dentro di me ripetendomi che quella non era una domanda maliziosa, ma una semplice e innocua domanda.
"Si, la mia amica ha avuto un contrattempo"
"Non sembri una che ama dormir sola"
"Dipende", ho risposto mentre stringevo i pugni per non sentire il sospetto farsi spazio.
"Stasera dormo io con te"
Vabbè, niente. Silenzio assoluto. Ho perso la voce. Non son riuscita a dir di no. Come se negare la richiesta avrebbe palesato una sorta di sospetto nelle sue candide intenzioni.
"Sai, non ho voglia di dormir con i miei... Così mi sentirei più in vacanza, poi magari li sveglio"
"Ma i tuoi sono qui con noi, che differenza fa?"
"Ne fa. Quindi dormo con te"
Non riuscendo a districarmi, ho fatto un cenno d'assenso con la testa e ho accelerato il passo. Giunta a destinazione sono sgattaiolata nella mia camera chiudendomi a chiave. Non so dirvi perchè, ma proprio non ce l'ho fatta. Mi son sentita attaccata. Pressata.
E in più dentro di me c'era il dubbio. Un senso di colpa atroce che mi spingeva a pensare che fossi io l'ambigua, e non certo lui, che a quell'età non poteva certo nutrire nessun tipo d'interesse nei miei confronti. Tant'è.
Tant'è che il giorno dopo, felice di aver scampato a quella situazione da me sicuramente fraintesa, ci siamo trovati tutti in piscina. E mentre me ne stavo in disparte a sonnecchiare, rieccolo apparire.
"Ieri sei scappata, ti ho cercata"
"Si, scusa, ero molto stanca e mi son dimenticata"
"Allora stasera dormo da te"
Ancora presa dall'angoscia e vergognandomi dei miei sordidi pensieri, non ho saputo dir di no. Ma per allontanarlo chiudo gli occhi e ricomincio a prendere il sole.
"Guardami"
Lo guardo e lo vedo abbassarsi su di un fianco i pantaloncini sino a scoprirsi l'inguine.
"Sono stato solo un'ora al sole e già ho il segno, vedi?" mi dice con un mezzo sorriso. A quel punto l'ho guardato dritto negli occhi. Dicendogli senza parlare che non poteva farmi questo, non poteva giocare in questo modo perverso e scellerato. Che stava rischiando molto, forse un ceffone. Ma che stava giocando al limite. Indugiava e osava quel tanto che una qualsiasi mia reazione sarebbe risultata stupida e maliziosa.
"Già" ho poi aggiunto secca, girandomi di pancia e fingendo di voler dormire.
Ma il ragazzetto era furbo e sottovalutato. Così, a cena, l'affondo.
"Papi" con l'aria da VERO sedicenne ingenuo, "stasera voglio far tardi con i ragazzi e per non svegliarti dormo con lei. Posso?"
Il padre mi guarda per verificare che il "bimbo" non sia per me una scocciatura e poi chiede se può.
"Certo" rispondo arrossendo e con un'espressione volutamente scocciata "Può".
Comunque è venuta sera. E a cena lui palesa a chiunque che dormirà con me, giusto perchè nessuno pensi che ci sia qualcosa di male, ovviamente. Io l'ho capita 'sta cosa.
E sempre io, ragazzino, oltre a essere molto fortunata, sono anche una che sa giocare molto sporco quando occorre. Così, approfittando del fatto che un nostro amico c'ha raggiunti a sorpresa senza aver prenotato, giro la mia stanza a lui, mi infilo nella tripla di due ragazze e ficco il bimbo col nuovo arrivato. Il tutto senza comunicarlo a nessuno.
E'quasi il momento della buona notte, ed ecco il nostro Tadzio raggiante che, sempre parlando davanti al pubblico, dichiara che dormirà con me.
"Ah, si certo" Me ne esco candida "Visto che lui non aveva un posto ho pensato bene di cedergli la mia camera. Quindi dormi pure tranquillamente con lui (e scopri le carte piccola iena)"
Lo osservo tentennare ma resta freddo. Direi ammirevole.
Guarda il padre e gli chiede se starà qui fuori ancora per qualche minuto, perchè visto che è sveglio, non ha senso cambiar stanza.

Sorrido, gli spettino i bei capelli neri e gli do un bacio sulla guancia. Soddisfatta e civettuola. Sogni d'oro ragazzè. Magari ci ritroveremo tra qualche anno.

14 luglio 2008
BEING BLOGGERS

Dopo qualche anno d'esperienza posso asserire, con un pressochè inutile margine d'errore, che chiunque tenga un blog, ha un qualcosina che non va. Che non gira per il verso giusto.
La maggior parte sono pazzi. Pazzi veri.
Psicopatici, ossessivoni, maniacali, litigiosi e cafoni.
Altri semplicemente affetti ed invasi da glitters e cuoricini.
Altri ancora schiavi della politica cieca e rissosa, che sembrano essersi ingoiati il De Mauro e replicano correggendoti lo spazio tra le virgole. 
Qualcuno, addirittura, riesce anche a sopravvivere ai due neuroni che, nella propria testa, litigano tra loro per un posto al sole.
Inutile dire che a far da unico comune denominatore, vi è un'imperante egocentrismo propulsore e alimento primo di ogni straccio di post scritto da chicchessia.
Ecco.
Dopo aver stilato questi allarmanti profili, mi son miseramente ricordata di avere un blog.

Oibò.

11 luglio 2008
LETTERA A CHI
Io Dio, in questi giorni, ti aspetto al varco.

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permalink | inviato da Interdetta il 11/7/2008 alle 14:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
11 luglio 2008
TANTO RUMORE PER UN POMP...
Ah Guzzanti!
Statte serena, è successo anche a me.
Poi riprendi a ciulare e tutto passa. 

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permalink | inviato da Interdetta il 11/7/2008 alle 10:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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